Pitture isolanti: una grande farsa?

Con questa nostra breve ricerca, diamo il nostro contributo in materia di pitture isolanti, dopo quanto già pubblicato da ANIT e AltroConsumo.

Da due aziende produttrici di pitture isolanti, e ricevuto copia delle famose “certificazioni” termiche dei prodotti: proviamo a verificarne l’effetto in corrispondenza di un ponte termico.

Abbiamo iniziato a raccogliere dati in materia di pitture isolanti a partire dalla fiera KlimaHouse di Bolzano, svoltasi a fine gennaio, dove una ditta prometteva grandi risultati in termini di risparmio energetico e di eliminazione delle muffe.

fiera-bolzano-1

La fiera KlimaHouse a Bolzano, da internet

Successivamente, l’ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico) ha pubblicato un proprio rapporto, nel quale ha illustrato, dal punto di vista fisico, l’inefficacia delle pitture isolanti rispetto ad un isolamento di tipo tradizionale.

AltroConsumo ha svolto un’analisi su campioni di quattro pitture isolanti, dimostrando che i risultati ottenuti sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli millantati dai produttori.

Tuttavia, altri canali di informazione scrivono in favore di questi prodotti, senza porsi domande sulla veridicità dei dati forniti dai produttori: è il caso de La Stampa, il sito  Geometri.cc (di Maggioli Editore), e di nuovo La Stampa.

Noi qualche domanda ce la siamo posti, e abbiamo contattato due aziende produttrici di pitture isolanti: le chiameremo Franco e Alberto.

Nota: nello scrivere questo articolo, abbiamo voluto tenere un tono scherzoso. I dati presentati sono stati ottenuti direttamente dalle ditte, delle quali non citiamo i nomi per questioni di riservatezza (i nomi Franco e Alberto sono di pura fantasia); i calcoli sono eseguiti secondo le norme indicate. Lo spirito, quello rimane libero.

FRANCO L’OTTIMISTA 

Franco sa che l’ottimismo è il profumo della vita.

Franco è una delle ditte di pitture isolanti che ha partecipato all’edizione 2016 della fiera KlimaHouse a Bolzano, punto di riferimento per il panorama nazionale per il risparmio energetico.

Incuriositi dalla sua brochure, contattiamo Franco, e chiediamo copia della “certificazione” della prestazione termica del loro prodotto.

Franco ce la manda.

Il documento che riceviamo, non è una certificazione, bensì un calcolo della trasmittanza termica di una parete standard (laterizio intonacato), nell’ipotesi di un trattamento con pittura isolante.

00 calcolo

Un estratto dalla relazione di calcolo, puramente teorico, del miglioramento della resistenza termica della parete con l’applicazione della pittura termoisolante.

Visto che questa relazione cita dati di “letteratura” per la conducibilità termica della pittura, senza citare la fonte dei dati, telefoniamo all’ente certificatore che ha redatto il documento.

Il Certificatore è una persona molto preparata e disponibile, che ci spiega:

Il calcolo qui presentato è puramente teorico: quale sarebbe il risultato di isolamento termico nell’ipotesi in cui la conducibilità della pittura isolante fosse...

Purtroppo, la ditta in questione (come tante altre), poi prende questi calcoli teorici, e li distribuisce come se fossero delle certificazioni di prestazione.

I dati di conducibilità termica della pittura – puramente ipotetici – sono stati forniti da Franco, ditta produttrice del prodotto.

Di nuovo, il Certificatore:

Noi testiamo molte delle cosiddette pitture isolanti: il valore di conducibilità, di solito, non è mai inferiore a 0,10 W/mK. Abbiamo avuto forse un caso solo, con conducibilità 0,08 W/mK. Per quanto riguarda il valore di emissività, se una pittura tradizionale ha un valore di 0,9, in genere queste pitture isolanti hanno un valore di 0,5. In un caso, abbiamo avuto 0,3.

Contenti delle risposte date dal Certificatore, ma non soddisfatti, chiediamo a Franco da dove provengono i dati di “letteratura”.

Forse per errore, Franco ci invia i risultati di prova di laboratorio su campioni delle sue pitture.

00 test

Un estratto dal report di prova in laboratorio su campioni di pittura termoisolante: i valori reali sono indicativamente dieci volte peggiori rispetto a quelli utilizzati nel calcolo teorico.

I risultati contenuti nel report sono di circa dieci volte peggiori rispetto a quelli ipotizzati nel calcolo teorico iniziale.

Emu: Perchè nel calcolo teorico, non avete utilizzato i dati ottenuti in laboratorio sui vostri prodotti?

Franco: – nessuna risposta –

spider pork

Intermezzo defaticante: Homer Simpson con Spider Pork – ogni associazione è puramente casuale.

 

ALBERTO IL NOSTALGICO

La seconda dittà, Alberto, ama i tempi che furono.

Nella scheda tecnica, Alberto dichiara un abbattimento della conduttanza termica di oltre il 60%, grazie all’impiego del suo prodotto. Inoltre, la temperatura superficiale dovrebbe aumentare di circa 4 gradi. Il tutto, certificato dall’Istituto di Fisica Tecnica dell’Università di Bologna.

Emu: Per cortesia, ci potete inviare la certificazione dell’Università di Bologna?

Alberto: I dati in scheda tecnica sono gli stessi della certificazione.

Emu: Non lo mettiamo in dubbio, ma potete per favore inviarci la certificazione?

Con un po’ di insistenza, otteniamo copia del certificato dell’Università di Bologna.

Intestazione certificato

L’intestazione del certificato di prova dell’Università di Bologna, eseguito nel 1985 su una lastra di amianto.

E’ tutto vero.

L’Università di Bologna ha eseguito un test su una lastra di amianto, con e senza trattamento con pittura isolante. I dati riportati nella scheda tecnica sono gli stessi di quelli del certificato:

  • Conduttanza senza pittura isolante: 26,8 W/m2K; con pittura: 9,8 W/m2K;
  • Temperatura superficiale senza pittura isolante: 4,8°C; con pittura: 8,5°C.

Dai numeri, si capisce che questo è esattamente il prodotto al quale si riferisce l’articolo pubblicato dal sito dei Geometri.

Mexico 1986

Per i mondiali di Mexico 86, io raccoglievo le figurine dei calciatori. Il certificato di Alberto aveva già un anno.

Nell’analizzare il certificato, di una pagina, sorgono i seguenti dubbi:

  1. dopo più di trent’anni, non è forse il caso di rivedere la propria documentazione (*)?
  2. il certificato indica uno spessore di 6 mm di pittura, mentre dalla scheda tecnica si può ipotizzare uno spessore massimo di 2 mm (1 mm per ogni mano, con stesura del prodotto a pennello): perchè?
  3. il valore di conduttanza lascia ampio spazio a fraintendimenti. Se anche questo valore viene abbattuto di oltre il 60% (da 26,8 a 9,8 W/m2K), il valore del flusso termico totale – la trasmittanza U della parete – viene ridotta di meno del 14% (vedi in seguito).
  4. ben due terzi della resistenza termica data dalla pittura isolante derivano dalla sua bassa emissività: quanto tempo occorre, prima che una semplice patina di polvere si depositi sulla superficie della parete, annullando questo effetto?

(*) in Italia, siamo tutti nostalgici. Per prepararmi all’Esame di Stato, dieci anni fa, dovetti studiare i decreti del Re per esercitare la professione di architetto “nel Regno e nelle Colonie”.

L’ESEMPIO DI UN PONTE TERMICO

Prendiamo per buoni i valori di Alberto.

Dal valore di conduttanza certificato dall’Università di Bologna, con uno spessore di 6 mm di pittura isolante, si può ricavare il valore di conducibilità termica del prodotto: 0,10 W/mK. Questo valore è in linea con quando ci è stato detto dal Certificatore di Franco. Rimane un valore di oltre due volte peggiore rispetto ad un materiale isolante vero e proprio (conducibilità media 0,04 W/mK).

A questo, aggiungiamo l’effetto di “isolamento per irraggiamento”, dato dalla bassa emissività della superficie interna della parete. Pur avendolo richiesto, non abbiamo ottenuto da Alberto il valore di emissività del suo prodotto. Ipotizziamo il valore più ottimistico: 0,3 (visto in precedenza con il Certificatore).

Con un calcolo analitico da UNI EN ISO 6946, ad una superficie interna a 20°C, con emissività 0,3, corrisponde una resistenza superficiale interna pari a 0,237 m2K/W (anzichè 0,13 m2K/W).

Nel calcolo per verificare la formazione di muffa (secondo UNI EN ISO 13788), le condizioni al contorno ipotizzate sono state:

  • interno: 20°C, umidità secondo classe 2 e 3 della norma (appendice nazionale), resistenza superficiale interna 0,25 m2K/W (da norma);
  • esterno: 1,0 °C, umidità secondo zona climatica (Reggio Emilia), resistenza superficiale esterna 0,04 m2K/W (da norma).

Gli spessori di pittura isolante ipotizzati sono stati:

  • 0 mm – parete allo stato di fatto, senza pittura isolante;
  • 2 mm – parete con due mani di pittura isolante, come riportato in scheda tecnica di prodotto;
  • 6 mm – parete con lo stesso spessore di pittura isolante del test eseguito dall’Università di Bologna.

Il nodo analizzato è un pilastro d’angolo in una struttura in mattoni forati (poroton sp. 25 cm), con intonaco in calce su ambo i lati, senza alcun isolamento termico.

01 nodo

La geometria del ponte termico considerato: il pilastro d’angolo di una struttura in muratura intonacata, senza alcun isolamento termico.

02 iso

L’andamento delle isoterme all’interno della struttura.

L’andamento delle isoterme mostra come l’angolo sia un punto debole dell’involucro termico, sia dal punto di vista del flusso termico, che delle temperature superficiali interne.

03 muffa

Formazione di muffa in corrispondenza dell’angolo, verificato secondo UNI EN ISO 13788.

Anche in condizioni di umidità relativa interna non eccessivamente elevate, il nodo è soggetto a fenomeni di muffa, a causa delle temperature superficiali molto basse.

11 dettaglio

Lo stesso nodo, nell’ipotesi di impiego di pittura termoisolante (in verde)

Un ingrandimento del nodo analizzato, nell’ipotesi di un trattamento interno con 6 mm di pittura isolante (in verde).

ISO6946 risultati

Calcolo della trasmittanza termica della parete trattata con pittura isolante, secondo UNI EN ISO 6946, e dello spessore di polistirolo (EPS) necessario per raggiungere la stessa prestazione.

Un semplice calcolo secondo UNI EN ISO 6946 mostra come l’effetto combinato della pittura isolante (isolamento per conducibilità + irraggiamento) sia in ogni caso molto modesto, e corrisponda ad uno spessore di meno di un centimetro di semplice polistirolo (EPS).

 

12 iso

L’andamento delle isoterme nel nodo, nell’ipotesi di impiegare la pittura termoisolante con spessore 6 mm.

L’analisi agli elementi finiti del nodo, mostra come l’effetto della pittura isolante consenta un miglioramento delle prestazioni del nodo dal punto di vista del flusso termico. In particolare, il valore PSI del ponte termico d’angolo viene ridotto in modo sostanziale (come avverrebbe, d’altronde, con 1 cm di polistirolo).

ISO10211 psi

Analisi del flusso termico secondo UNI EN ISO 6946 (trasmittanza), e UNI EN ISO 10211 (ponte termico).

Questo risultato, tuttavia, non ha nulla di speciale: il primo centimetro di isolante è sempre quello più efficace. In questo, la pittura isolante non si differenzia dagli altri materiali isolanti.

U - R graph

L’andamento del valore di trasmittanza di una struttura (U-value), all’aumentare dello spessore di isolante, secondo UNI EN ISO 6946.

Dal punto di vista delle temperature superficiali interne, tuttavia, il risultato non è altrettanto positivo, come illustrato nell’analisi per la muffa secondo UNI EN ISO 13788.

13 muffa

Verifica dell’insorgere di muffa secondo UNI EN ISO 13788. Anche con l’impiego di pittura termoisolante spessa 6 mm, il nodo presenta un grave problema di muffa.

L’analisi agli elementi finiti dimostra come, anche in presenza di 6 mm di pittura isolante, il nodo sia soggetto a muffa. In particolare, l’aumento della temperatura minima in corrispondenza dell’angolo, dovuto alla pittura isolante, è stimato in soli 0,8 °C.

ISO13788 temperature

Calcolo del fattore di temperatura fRsi secondo UNI EN ISO 13788, e delle temperature superficiali in corrispondenza dell’angolo.

Il miglioramento del fattore di temperatura fRsi del nodo, anche con 6 mm di pittura isolante, rimane al di sotto del 10%.

ISO13788 muffa

Anche nel caso di impiego della pittura termoisolante, in condizioni di umidità interna standard, le temperature nell’angolo causerebbero la formazione di muffa.

Dal punto di vista delle temperature interne, la muffa si presenterebbe anche nel caso di un pittura isolante spessa 6 mm. Anche prendendo per buoni i dati forniti dalla ditta, quindi, la pittura isolante non è sufficientemente prestante da aumentare la temperatura interna nel nodo considerato.

Questo ci porta ad una duplice conclusione:

  • se la pittura isolante evita la formazione di muffa, questo non è dovuto al suo potere termoisolante, bensì agli additivi antimuffa in essa contenuti;
  • la pittura isolante sembra essere un modo molto furbo per vendere una pittura antimuffa ad un prezzo più alto.
krusty smokes

Il lunedì è una giornata dura, per tutti. (Krusty il Clown, dai Simpson. Vector Junky)

CONCLUSIONI

Con questo articolo, abbiamo voluto affrontare il tema delle pitture isolanti per un un nostro approfondimento personale. I valori dichiarati dai produttori ci sembravano eccessivamente ottimistici: di questo abbiamo avuto conferma, andando a chiedere di dati alle ditte stesse.

Anche prendendo per buoni i valori dichiarati, l’esempio di calcolo sopra riportato dimostra come una pittura isolante non è in grado di garantire temperature superficiali interne sufficientemente alte da garantire l’assenza di muffa, in corrispondenza di ponti termici comunemente diffusi nel patrimonio edilizio italiano. Se la muffa non si verifica, questo è dovuto allora per forza agli additivi antimuffa presenti nel prodotto.

Ci aggiungiamo ad ANIT e ad AltroConsumo, e a tanti altri, nel dire che le pitture isolanti non sono altro che un ulteriore esempio di marketing barbarico.

La diffusione di queste pitture isolanti è da imputarsi ad una cultura, quella italiana, che continua a promuovere i furbi. Una persona che “scopre” la pittura isolante può ritenersi più furba di tutti quelli che usano, invece, un cappotto termico. Alla prova dei fatti, però, il furbo finisce per acquistare una pittura antimuffa “con qualche effetto isolante”, ad un prezzo molto più alto.

A conti fatti, un furbo è molto spesso uno sciocco.

Rimane l’amarezza nel trovare fonti di informazione di massa, come La Stampa e il sito Geometri.cc (di Maggioli Editore) che prendono per buone le informazioni prese dai produttori, senza porsi le domande del caso, e le diffondono come veritiere. La figura che ci fanno, non è delle migliori.

 

NOTE

I  calcoli agli elementi finiti sono stati eseguiti con software Dartwin.

3 responses to Pitture isolanti: una grande farsa?

  1. Enrico Bonilauri Post Author

    Ringrazio chi ha postato commenti a questo articolo: stiamo ristrutturando il nostro sito italiano, e abbiamo alcuni problemi tecnici.

    In risposta ai tanti contatti che abbiamo avuto, mi sento di dare un consiglio alle aziende “buone” del settore delle pitture isolanti: costituitevi in associazione, e ripulite il vostro settore dalle mele marce.

    Non è questo mio articolo a danneggiare i vostri prodotti, bensì l’atteggiamento assolutamente truffaldino di tante aziende del settore.

    Buon lavoro a tutti.

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