La Casa Passiva di Andrew Michler

Durante una nostra visita in Colorado, abbiamo finalmente avuto modo di visitare di persona la Casa Passiva di Andrew Michler.

Costruita a circa 2.000 metri di quota, nelle montagne sopra a Fort Collins, l’edificio rimane comfortevole anche in caso di blackout, con una temperatura di 18°C senza un impianto di riscaldamento acceso.

01 house

Il fronte sud dell’edificio.

Il progetto architettonico segue alla lettera le regole dell’efficienza energetica: l’involucro termico è compatto e rivolto a sud, lato sul quale sono disposti gli ambienti abitabili, mentre i servizi sono disposti sul lato nord.

02 interior

Un’immagine del soggiorno, prima dell’installazione degli arredi

Il fabbricato è stato progettato per eliminare ponti termici strutturali e impiantistici: questo consente di avere temperature interne uniformi, e garantire pertanto il comfort all’interno della casa. La tenuta all’aria dell’involucro, inoltre, evita la presenza di “spifferi”, che creerebbero discomfort.

La casa di Andrew risulta quindi molto comfortevole anche ad una temperatura più bassa del normale, a circa 18°C anziché a 20°C.

04 wood finish

Un dettaglio della parete di fondo della casa, con rivestimento interno in tavole di legno con finitura a piano di sega.

Il raggiungimento di questo livello di efficienza energetica e di comfort non dipende dal tipo di struttura (in questo caso, a telaio in legno), quanto dall’aver seguito attentamente il protocollo di progettazione di una Casa Passiva, e di aver eseguito i lavori a regola d’arte.

03 View

La vista dall’interno della casa, durante la nevicata. Con il riscaldamento spento da giorni, l’edificio è rimasto a circa 18°C anche durante la notte.

L’unico impianto attivo durante la nostra visita era la ventilazione meccanica controllata, con recupero statico di calore. Questo tipo di impianto, già lungamente sperimentato, consente di portare aria fresca negli ambienti “nobili” (soggiorno, camere), preriscaldandola con il calore sottratto all’aria espulsa dalla cucina e dai bagni.

La qualità dell’aria interna di questa Casa Passiva è stata monitorata da Stefano Brunelli, in collaborazione con la prof. Miller dell’Università di Boulder: questo tema è di grande importanza per la salubrità degli edifici, verrà approfondito con articoli dedicati.

05 vent

Il recuperatore statico di calore all’interno della macchina di ventilazione. L’unica parte “attiva” dell’impianto è costituita da due ventole, che muovono l’aria.

Il concetto di Casa Passiva si basa sul dare precedenza all’involucro termico rispetto agli impianti. Una volta che l’edificio è compatto, ben isolato, senza ponti termici e a tenuta all’aria, allora le dimensioni ed il costo dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento vengono notevolmente ridotti.

06 insulation

Un dettaglio dell’isolamento della casa, realizzato con cellulosa da carta riciclata.

Nella parete interna, scaldata dal sole attraverso le finestre rivolte a sud, sono stati impiegati dei materiali a cambiamento di fase (phase changing material, o PCM). Nel caso di una struttura “leggera” come una casa in legno, questi materiali consentono di aumentare la capacità termica interna dell’edificio, aumentando la costante di tempo dell’edificio stesso e l’efficacia del riscaldamento passivo invernale. In una struttura massiva come una casa in muratura, invece, è la struttura stessa a fungere da “magazzino” di calore.

Ci teniamo però a sottolineare che, per raggiungere lo standard Casa Passiva, non è strettamente necessario utilizzare materiali a cambiamento di fase.

07 PCM

Materiali a cambiamento di fase, impiegati in questo caso per aumentare la capacità termica interna dell’edificio.

La chiave di volta di un involucro passivo sono ovviamente i serramenti, che devono consentire il riscaldamento da parte del sole in inverno, e contenere le dispersioni termiche. In estate, questi devono essere ombreggiati, qualsiasi sia la classe energetica dell’edificio.

Come ogni altro componente dell’involucro, la performance energetica dei serramenti dipende dal clima locale: se nel caso del Colorado sono necessari i tripli vetri, in buona parte del sud Italia possono essere sufficienti i doppi vetri. Quello che importa è garantire il comfort all’interno dell’edificio, e l’assenza di muffa o condensa.

08 spacer

Un’immagine dei serramenti, talmente efficienti da consentire la formazione di ghiaccio sul lato esterno.

Nel nostro caso, la visita alla Casa Passiva di Andrew Michler è stata particolarmente interessante, perché lì siamo rimasti bloccati da una nevicata di quasi trenta centimetri (11 pollici).

Nonostante il riscaldamento non fosse acceso da giorni, tuttavia, l’edificio è rimasto perfettamente comfortevole anche durante questo evento meteorologico eccezionale.

09 monitor

La temperatura all’interno della Casa Passiva si mantiene attorno ai 18°C (64°F) senza riscaldamento, mentre all’esterno la temperatura non sale sopra i -5°C (23°F).

La nostra visita è stata un’occasione per un bel confronto tra la situazione dell’Emilia e del Colorado, in termini di efficienza energetica e Case Passive, e più in generale, sulla qualità del mondo delle costruzioni.

Vogliamo quindi ringraziare Andrew per l’ospitalità dimostrata, e per la bella serata che ne è risultata.

05 smoker

Come per ogni buon edificio che si rispetti, l’aspetto più importante di una visita è il buon cibo e la buona compagnia.

3 responses to La Casa Passiva di Andrew Michler

  1. paolo

    “costo dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento vengono notevolmente ridotti.”
    visto che lo considerano parte dell involucro e non a sè, quei 40mila euro che chiedono per vmc+pdc da una parte spariscono, dall altra son ben piu pesanti che 1600euro di caldaia a metano.
    Comunque sarebbe MOLTO interessante l analisi di questi impianti delle case passive, perchè dopo ore di google si trova ben poco (o quasi solo la solita zen..r)

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    • Enrico Bonilauri Post Author

      Buongiorno Paolo, 40.000 € per pompa di calore + VMC mi sembrano molto al di sopra di un costo “normale” per una casa passiva (circa il doppio del normale). Su Google troverai poche informazioni, e molto confuse. Trovati piuttosto un bravo progettista.

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