ZEN Meeting, anno zero

Un paio di settimane fa, abbiamo preso parte allo ZEN Meeting 2015, l’edizione “zero” di una conferenza indipendente sul tema di Edifici a Energia Zero e Case Passive.

Nato dall’amicizia e dalla stima professionale reciproca, il gruppo ZEN riunisce diversi professionisti che si occupano in prima persona di progetti e cantieri, in diverse regioni italiane.

Il gruppo ZEN – Zero Energy Network – è formato da professionisti del settore delle costruzioni ad alta efficienza energetica e Case Passive.

Il gruppo è indipendente e non affiliato: le opinioni espresse sono pertanto derivate dall’esercizio quotidiano della professione, in nome di un’etica che non può sottomettersi a dogmi esterni.

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La biblioteca di Albinea (RE), dove si è tenuto in parte l’incontro.

L’idea di una conferenza annuale nasce dalla volontà di condividere con i colleghi i lavori e le ricerche svolte negli anni, in merito a progetti reali ed edifici realizzati.

L’edizione zero, tenuta volutamente a porte chiuse, si è svolta in provincia di Reggio Emilia, ad Albinea e Scandiano: cogliamo l’occasione per ringraziare Enrico Baschieri e Anne Goy per l’organizzazione della logistica dell’evento.

Il primo intervento è stato curato da Massimo Cleva, esperto di strutture in legno, in merito al funzionamento dinamico di diverse stratigrafie a secco, per valutarne l’efficacia invernale ed estiva, e la relativa ricaduta in termini economici.

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La presentazione di Massimo Cleva.

Marco Filippi di Energy Plus Project, ha poi illustrato la versione 9 del PHPP mostrando l’esempio di un edificio compilato.

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Marco Filippi illustra le novità del PHPP 9

Le novità di questa nuova versione del PHPP comprendono una riorganizzazione generale del software; un calcolo estivo esteso al bilancio mensile del calore latente; il calcolo dell’energia primaria rinnovabile (PER – Primary Energy Renewable), e le relative nuove classi per la certificazione da parte del Passivhaus Institut.

Il sottoscritto ha proseguito con l’illustrare altre novità del PHPP 9: le variabili di progetto, e il confronto tra queste in termini tecnico-economici.

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La nostra presentazione sui tool preliminari per la progettazione di Case Passive

Visto che “il PHPP è un po’ una menata”, la presentazione del sottoscritto ha incluso anche l’illustrazione uno strumento di progettazione preliminare quale DesignPH, il plug-in di SketchUp che consente di modellare in 3D un edificio passivo.

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Un’immagine della progettazione preliminare di un edificio passivo svolta con DesignPH, prima dell’esportazione dei dati in PHPP.

Martino Roatta ha illustrato il comportamento dinamico delle strutture dell’involucro termico, in regime estivo.

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Martino Roatta mostra la penetrazione del calore sui lati interno ed esterno di una struttura dell’involucro, in regime dinamico.

La conclusione di Martino, condivisa dagli altri membri del gruppo, è stata che con strutture particolarmente performanti, come nel caso di una Casa Passiva, valori quali lo sfasamento, l’attenuazione e la trasmittanza periodica perdono di importanza.

L’intervento di Enrico Baschieri di EcoDesign ha mostrato il confronto, in termini energetici e di qualità dell’aria interna, tra un sistema di ventilazione meccanica con recupero passivo ed uno con recupero termodinamico.

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La presentazione di Enrico Baschieri.

Il secondo intervento di Marco Filippi ha mostrato una serie di casi di studio di impianti per edifici ad alta efficienza energetica, comprendenti impianti radianti, impianti a tutt’aria e aggregati compatti.

Il sottoscritto ha poi illustrato la certificazione di sistema costruttivo con il Passivhaus Institut, e i relativi vantaggi per i costruttori e i progettisti. La certificazione del primo sistema costruttivo per Case Passive in clima caldo, verrà presentata dal sottoscritto anche all’edizione 2016 della Conferenza Internazionale del Passivhaus Institut, ad aprile 2016.

Raffaele Ghillani ha mostrato un confronto di calcolo tra PHPP, Wufi e Wufi Passive, con un confronto tra gli ombreggiamenti calcolati in PHPP e in Ecotect.

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Raffaele Ghillani, con Simone Ghinelli, presentano i risultati dei loro confronti.

Il monitoraggio di una Casa Passiva è stato presentato da Alberto Tarif: nell’arco del primo anno, sono stati registrati parametri quali temperature e umidità interne ed esterne, nonché valori di produzione dell’impianto fotovoltaico e assorbimento degli impianti dell’abitazione.

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I risultati del calcolo PHPP eseguito da Alberto Tarif, per la certificazione con il Passivhaus Institut.

Alessandro Merigo ha illustrato un report dall’edizione 2015 della Conferenza Internazionale, a Lipsia, in termini di temi trattati, ma anche di partecipanti e di aziende coinvolte.

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Il report di Alessandro Merigo sulla Conferenza 2015 a Lipsia.

L’incontro si è poi spostato in cantiere, con la visita alle Case Passive di Cavriago (RE), di Emu Architetti, e a quella di Vicomero (PR), progettata da Ghillani.

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Un momento del sopralluogo nel cantiere di Cavriago (RE).

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Il sopralluogo al cantiere di Vicomero (PR).

Assente giustificato è stato Ettore Pedrini, dello studio EnergyTec. Ci ha invece raggiunto in separata sede Gionata Sancisi, esperto di impianti per edifici ad alta efficienza e Case Passive.

L’edizione “zero” dello ZEN Meeting si è svolta a porte chiuse, in un clima di amicizia e rispetto professionale, ma anche di grande concretezza. A fine estate, era stato lanciato un vero e proprio “call for papers”, al quale hanno fatto poi seguito le proposte di presentazione dei singoli partecipanti.

Gli interventi sono stati aperti a domande e risposte, con un’impostazione molto “pratica”, volta a valutare la fattibilità delle soluzioni e la loro applicabilità in cantiere. Il tono schietto e a tratti irriverente delle presentazioni, forse dovuto alla localizzazione emiliana dell’evento, è stato probabilmente il carattere più apprezzabile dell’evento, lontano da tante conferenze istituzionali che contraddistinguono oggi il panorama italiano.

 

 

 

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