Conoscere la ventilazione meccanica controllata

Con questo articolo, vogliamo affrontare un argomento molto importante per il comfort e l’efficienza energetica degli edifici: la ventilazione della casa.

Purtroppo questo tema è tanto importante quanto poco conosciuto, e l’ignoranza di molti addetti del settore, così come la generale diffidenza nei confronti dell’innovazione, stanno contribuendo a peggiorare la qualità abitativa di decine e decine di abitazioni italiane.

Cerchiamo di affrontare la questione un passo alla volta.

Il modello di una Casa Passiva

Il modello di una Casa Passiva

REQUISITI PER IL COMFORT

Per vivere in condizioni di comfort, un essere umano adulto ha bisogno indicativamente di 30 m3 d’aria fresca ogni ora (per un bambino, il fabbisogno è indicativamete dai 10-15 m3/h in su, in base all’età). La quantità varia con l’attività fisica, e nel caso di sport molto attivi, può essere anche molto di più del valore indicato.

Requisiti di ventilazione per il comfort

Requisiti di ventilazione per il comfort

Un esempio classico è dato dalla camera da letto: con una superficie calpestabile di circa 15 m2 ed un’altezza netta di 2,70 m, il volume a disposizione è di circa 40 m3. Se vi trascorrono la notte due persone, queste avranno aria a sufficienza per il comfort per meno di un’ora: il resto della notte viene passato in condizioni di carenza di ossigeno, e in eccesso di anidride carbonica e vapore acqueo. Dormire con la porta della camera aperta non migliora un gran che la situazione.

Questo vapore è tra le principali cause dell’insorgenza di muffa e/o condensa sulla superficie interna delle pareti e del soffitto.

In Italia, siamo abituati ad una qualità dell’aria estremamente bassa all’interno degli edifici.

All’interno di una abitazione, inoltre, la respirazione, la preparazione del cibo e i lavaggi comportano una produzione quotidiana di vapore acqueo: per una famiglia di 4 persone, questo corrisponde indicativamente a 10 litri al giorno. Per evitare problemi di accumulo di umidità, questo vapore va smaltito in un qualche modo.

TRASPIRABILITA’ DELLE STRUTTURE

Contrariamente a quanto si crede comunemente, la traspirabilità delle strutture esterne (pareti, tetto ecc.) è in grado di smaltire solo una parte trascurabile di questa umidità: anche nel caso di un’abitazione “super bio” con pareti in legno o paglia, e intonaci in calce o argilla, la quantità di vapore eliminata in questo modo è solamente un 5% del totale prodotto ogni giorno.

Casa di paglia

Una casa di paglia in costruzione.

Per questo motivo, ad esempio, non ha alcun senso dire che “il cappotto soffoca la casa”: in realtà, c’è proprio poco da soffocare!

L’unico modo per garantire il comfort all’interno dell’abitazione, ed eliminare l’umidità prodotta, è dato dalla ventilazione.

Dati i valori sopra riportati di fabbisogno di aria fresca, da un lato, e di smaltimento del vapore acqueo dall’altro, la norma UNI 10339 prevede di ricambiare l’aria all’interno della casa con un valore di 0,5 1/h, ossia: dati ad esempio 200 m3 di volume dell’appartamento, ogni ora occorre portare 100 m3 di aria fresca ogni ora.

VENTILAZIONE NATURALE CONTROLLATA

Il primo metodo per apportare questo ricambio d’aria è dato dall’apertura delle finestre: è il caso un po’ “vintage” delle massaie che, ogni giorno, aprono tutte le finestre della casa per cambiare l’aria.

Tuttavia questo scenario, nel Ventunesimo secolo, solleva diversi dubbi:

  1. Al giorno d’oggi, gli abitanti della casa vanno a lavorare, pertanto la casa rimane vuota (e chiusa) durante il giorno;
  2. Per garantire i ricambi d’aria da norma, si dovrebbero aprire le finestre per 10-15 minuti a intervalli regolari, 6-7 volte al giorno, anche alla notte;
  3. Il movimento dell’aria avviene solo per differenza di temperatura (compreso il vento), quindi la ventilazione naturale è efficace solo in inverno. una ventilazione manuale inefficace durante le mezze stagioni comporta il rischio muffa;
  4. Ricambiare 100 m3 d’aria ogni ora comporta un enorme spreco di energia di riscaldamento e raffrescamento.

VENTILAZIONE NATURALE INCONTROLLATA

Questa ventilazione è rappresentata dagli “spifferi”, ossia dalle infiltrazioni incontrollate d’aria che avvengono attraverso un involucro termico non a tenuta all’aria.

Sebbene diano un contributo allo smaltimento dell’umidità prodotta in casa, queste infiltrazioni avvengono solamente in inverno, quando la differenza di temperatura tra interno ed esterno è notevole.

Ai fini del comfort, così come per il risparmio energetico, queste infiltrazioni sono decisamente negative.

Danni ad una struttura in legno, causate dalla fuoriuscita di aria calda e umida verso l’esterno attraverso un involucro termico non a tenuta all’aria.

Ai fini della manutenzione della struttura del fabbricato, inoltre, le fuoriuscite di aria calda e umida attraverso l’involucro termico portano alla formazione di condensa all’interno delle pareti e delle coperture. Nel caso di strutture in muratura, questo si trasforma in un peggioramento della capacità isolante della struttura. In una casa in legno, invece, questo fenomeno arriva a far marcire la struttura portante dell’edificio stesso, in un arco temporale piuttosto breve (5-10 anni).

Sia nei casi di nuova costruzione, che nelle ristrutturazioni, occorre eliminare il più possibile questa ventilazione naturale incontrollata. Eppure tutt’oggi, in Italia, esistono addetti del settore che, per pura ignoranza della materia, insistono a creare volontariamente questi spifferi, per far “respirare” la casa.

VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

Esempio di un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore.

Modello 3D di una casa passiva, con in evidenza l’impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore.

Data l’inefficacia della traspirabilità delle pareti, le difficoltà pratiche della ventilazione manuale (“naturale controllata”), e i danni recati dagli spifferi (“ventilazione naturale incontrollata”), da anni esistono sistemi di ventilazione meccanica per gli edifici, che consentono di portare aria fresca e filtrata (da polvere e pollini) negli ambienti di soggiorno e nelle camere da letto, e di estrarre aria viziata dalle cucine e dai bagni, con un recupero di calore anche molto elevato.

In Italia, questi sistemi sono stupidamente visti come un gadget superfluo, utile soltanto a far passare un edificio dalla classe B alla classe A, tant’è vero che solo l’1% delle case ne è dotata. In realtà, il vero valore di un impianto di questo tipo è dato dall’aumento della qualità dell’aria interna, e del comfort generale all’interno degli ambienti della casa.

Esistono varie tipologie di impianti, ad esempio centralizzato per l’intera abitazione, o decentralizzato per la singola stanza.

In sostanza, si compongono di:

  • Ventole per movimentare l’aria;
  • Filtri antipolvere / antipolline;
  • Un sistema di recupero del calore dall’aria estratta, per cederlo all’aria in ingresso;
  • Per i sistemi centralizzati, sono previste canalizzazioni per portare l’aria nei diversi ambienti.

Per quanto non esista ad oggi un obbligo di legge, noi prevediamo l’impiego della ventilazione meccanica in tutti i nostri progetti di nuova costruzione e ristrutturazione.

LUOGHI COMUNI

Come tutte le innovazioni, la ventilazione meccanica sta trovando alcune resistenze da parte di alcuni addetti al settore, perché viene vista come una soluzione “non naturale”: non vengono però date vere motivazioni tecniche, né alternative valide per far fronte ai requisiti indicati in precedenza in questo articolo, e per evitare i problemi dati dall’accumulo di umidità.

Un altro luogo comune riguarda l’apertura delle finestre: c’è chi sostiene, senza fondamento, che con l’installazione della ventilazione meccanica non sia più possibile aprire le finestre della casa. Questo è chiaramente assurdo.

La ventilazione meccanica si aggiunge alla ventilazione manuale, e si rimane liberi di aprire le finestre quanto si vuole.

CONCLUSIONI

Per vivere in modo salubre, l’organismo umano ha bisogno di avere a disposizione determinate condizioni ambientali. I nostri processi metabolici naturali fanno sì che il nostro corpo abbia bisogno di ricevere una determinata quantità di ossigeno ogni ora, e di poter smaltire vapore acqueo e anidride carbonica.

Dal momento che trascorriamo oggi la maggior parte della nostra vita all’interno di un ambiente costruito, è necessario che quest’ultimo sia in grado di rispettare le nostre necessità metaboliche.

Negli ultimi decenni, abbiamo assistito ad un importante cambiamento nell’uso delle abitazioni, in Italia: se fino al Dopoguerra, le massaie avevano il compito ogni mattina di aprire l’intera casa per “battere i materassi” e aerare i locali, oggigiorno questo modello è superato. Le abitazioni vengono vissute principalmente la sera e di notte, e rimangono chiuse durante la maggior parte del giorno. Questo diverso uso comporta la necessità di una diversa gestione dell’ambiente casa, per garantire le condizioni di comfort e salubrità.

Per quanto la legislazione italiana sia in ritardo sul tema ventilazione, sono già presenti sul mercato diversi prodotti che consentono di integrare la ventilazione manuale con sistemi meccanici – la famosa ventilazione meccanica controllata.

Questi impianti consentono di garantire la qualità dell’aria della casa, mantenendo ottimali i valori di ossigeno, vapore acqueo e anidride carbonica.

Con l’uso che viene fatto oggi delle abitazioni, l’alternativa a questi sistemi è la muffa.

10 responses to Conoscere la ventilazione meccanica controllata

  1. Pietro Cereda

    Complimenti per l’articolo, condivido le vs. valutazioni, in più c’è da dire che con VMC si abbassano i valori d’inquinamento indoor responsabili della Sindorme da Edificio Malato. L’errore di confondere la traspirabilità del muro con la sua capacità di assorbire umidità è veramente letale, poi come in ogni tecnologia edile ci sono i pseudo fisici e chimici che inventano elaborate teorie per vendere la loro “miracolosa soluzione” (ci sarebbe da scrive un libro)

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  2. Ballestrazzi giampietro

    E difficile leggere di vmc è ancora di più leggerne bene. Questo problema e nato con l’avvento della legge 373 per cui ne è passato del tempo! Io e ne ono occupato fin dagli anni 80 ma nonostante avessi incontrato molti pareri favorevoli dovetti desistere perché le imprese non volevano spendere! Avrei molto da dire in merito ma non voglio fare quello che sa tutto. Grazie. Per la ospitalità e in ogni caso ho una mail.

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  3. FensterBau 2016 a Norimberga | Emu Architetti

    […] produttori di serramenti hanno iniziato ad offrire soluzioni integrate per la ventilazione meccanica controllata con i serramenti. Qui la gamma di prodotti è piuttosto ampio, con soluzioni più o meno costose, […]

    Mi piace

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