Quanto costa un ponte termico?

Nei casi di ristrutturazione o riqualificazione energetica, uno dei problemi principali riguarda l’isolamento dei ponti termici, costituiti da balconi, sporto del tetto, davanzali e così via.

Non esistono soluzioni standard da applicare in tutti i casi, e spesso occorre trovare un compromesso tra efficienza energetica, comfort e costi.

In un nostro precedente articolo, abbiamo illustrato cos’è un ponte termico nell’involucro termico di una abitazione. Abbiamo avuto anche modo di mostrare come occorra valutare con attenzione gli interventi di riqualificazione, per evitare risultati disastrosi.

Nel caso di costruzioni ex novo, noi diamo un po’ per scontato che queste situazioni vengano risolte in modo ottimale con una buona progettazione, anche se la realtà italiana dimostra il contrario.

Con questo articolo, vogliamo proporvi un caso reale, dove si vuole isolare un’abitazione in provincia di Reggio Emilia con un cappotto esterno, in modo tale da avere diritto alle detrazioni fiscali per efficientamento energetico. In questi casi, si presenta sempre il problema di se e come isolare i ponti termici presenti: esistono soluzioni per la maggior parte dei casi, con costi più o meno elevati in base al tipo di intervento.

L’analisi che vogliamo proporvi è questa:

2015.03- Quanto costa non isolare i ponti termici

Quanto costa non isolare i ponti termici?

00 Balcone

Come si può capire dalla foto, questa è una situazione piuttosto comune nelle case italiane, anche costruite di recente, dove il balcone in cemento armato esce all’esterno senza un taglio termico che lo separi dal solaio dell’abitazione.

01 Aree

In questa sezione, mostriamo l’ipotesi di realizzare un cappotto esterno, perché per questo specifico edificio, rappresenta la soluzione migliore dal punto di vista tecnico ed economico (in altri casi, il cappotto esterno può non essere possibile, o non conveniente).

02 Flusso

La soluzione di isolare esternamente consente di abbattere i consumi energetici sia per il riscaldamento che per il raffrescamento dell’abitazione. Il maggiore flusso termico dato dalla presenza del balcone, tuttavia, consente al caldo di uscire in inverno, e di entrare in estate (da cui il termine “ponte termico”).

03 Temperature

Questo comporta discomfort all’interno dell’abitazione, a causa delle temperature più basse in corrispondenza dell’intersezione tra solaio/balcone e parete esterna. In caso di ventilazione scarsa o assente, questi punti saranno terreno fertile per la crescita della muffa. Ci teniamo a precisare che senza ventilazione, la muffa si presenterebbe in ogni caso, anche senza il cappotto termico.

Ora, ipotizzando di trovarci nel clima di Reggio Emilia, con una struttura esistente come illustrato nella fotografia e nella sezione riportate in precedenza, e ipotizzando di isolare all’esterno con un cappotto di spessore minimo per le detrazioni fiscali, è possibile stimare un costo annuo dato dalle dispersioni termiche di questo ponte termico. La lunghezza dell’intero balcone, compreso le spalle laterali, è indicativamente 12,50 m.

L’impianto di riscaldamento è costituito da una caldaia a metano di tipo tradizionale, con radiatori in ghisa negli ambienti.

Dati questi parametri, ecco i risultati:

un metro lineare di balcone disperde tanto quanto tre metri quadrati di parete esterna con cappotto

il costo del calore disperso in inverno dall’intero balcone è indicativamente di 75,00 €/anno

All’importo indicato, andrebbe aggiunto il maggiore costo di un eventuale raffrescamento in estate, qualora i proprietari decidessero di installarlo.

Per una famiglia che voglia riqualificare la propria abitazione, è importante poter “pesare” questi interventi anche sotto questo punto di vista. Anche gli addetti del settore (progettisti e artigiani installatori), infatti, spesso ignorano questi valori.

Quanto costa isolare un ponte termico?

Come anticipato, non esistono soluzioni standard al problema. In base allo stato di conservazione del balcone esistente, si potrebbe ad esempio decidere di isolare la soletta sia dal di sotto che dal di sopra. Se il balcone è ben impermeabilizzato, può convenire aspettare qualche anno prima di rifare la pavimentazione per installare l’isolamento. Se invece la struttura è particolarmente ammalorata dalle infiltrazioni d’acqua, può addirittura convenire di demolire la soletta esistente, e trovare una soluzione alternativa.

Quando ci si trova a lavorare su edifici esistenti, occorre sempre “guardare il malato in faccia”, per rendersi conto della situazione specifica, e trovare la soluzione più appropriata.

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