I vantaggi di un test preliminare di tenuta all’aria (Blower Door Test).

Lo scorso dicembre, abbiamo eseguito un test di tenuta all’aria (“blower door test” secondo la norma EN 13829) sul nostro edificio “Conte Re”, in corso di certificazione volontaria in Classe A CasaClima, attualmente in costruzione ad Albinea (RE). I serramenti esterni non erano ancora stati installati, pertanto le aperture sono state chiuse temporaneamente con teli di plastica. Gli intonaci interni, realizzati da poco, si stavano asciugando. La struttura del tetto in legno era già stata posata, mentre il completamento del pacchetto isolante è stato rimandato per eseguire questo test preliminare.

Molti nostri colleghi ci hanno chiesto perché abbiamo deciso di effettuare questo test in una fase preliminare dei lavori. Di solito, questa analisi viene svolta una volta che le finestre e le porte esterne sono state installate, e il tetto completato. In quella situazione, tuttavia, una volta isolato il tetto e realizzato il cappotto termico, sarebbe stato troppo tardi per intervenire su eventuali infiltrazioni d’aria presenti nei componenti dell’involucro termico dell’edificio, come muri esterni e copertura, e nei nodi costruttivi più delicati (intersezione tetto-parete, perimetro serramenti ecc.).

Abbiamo deciso di svolgere i test in una fase preliminare, per poter identificare le infiltrazioni d’aria e porvi rimedio prima di proseguire con i lavori. Abbiamo convolcato il nostro team* (in pratica, tutte le imprese le cui opere riguardano o attraversano l’involucro termico dell’edificio) per il giorno del test, affiché ciascuno fosse pronto per porre rimedio alle eventuali infiltrazioni. Durante il “blower door test”, ci siamo chiusi all’interno del fabbricato, mentre i nostri colleghi Cristian Guida e Gianni Giavarini (di Oikema) hanno messo in pressione / depressione l’edificio, e identificato le infiltrazioni.

Come abbiamo scoperto in breve tempo, la sfida maggiore di un test preliminare di questo tipo è che i teli di plastica devono essere fissati molto bene ai falsi telai dei serramenti (…e all’inizio, non lo erano). La prima volta che abbiamo mandato in pressione l’edificio, un paio di teli sono “saltati”, ma sono stati velocemente ripristinati. Sfruttando il modo in cui l’edificio è stato progettato, abbiamo proceduto a testare porzioni dell’edificio, prima di testare l’intero fabbricato. In questo modo, abbiamo potuto concentrarci sul piano superiore, sigillando metà del piano stesso, ed eseguire il test per verificare l’intersezione tra pareti esterne e copertura in legno.

Per quanto riguarda il tetto, abbiamo individuato alcune infiltrazioni agli spigoli (che sono in genere i punti più deboli per la tenuta all’aria), nonché nei punti di attraversamento delle tubazioni. Il test ha evidenziato anche un movimento d’aria in corrispondenza della trave di colmo, tuttavia questa infiltrazione riguardava aria proveniente da un’altra porzione riscaldata del fabbricato, pertanto non rilevante ai fini energetici. La misurazione delle infiltrazioni in corrispondenza dei travetti in legno del tetto ha indicato movimenti d’aria trascurabili. Sono stati controllati anche gli impianti elettrico ed idraulico: questo ha evidenziato la necessità di interventi minimi per completare la tenuta all’aria.

Sebbene un test preliminare di questo tipo non è richiesto da CasaClima (o dal Passivhaus Institut), questa mattinata di prove è stata di grande aiuto per comprendere i punti dell’involucro termico maggiormente vulnerabili per le infiltrazioni d’aria. Prima di procedere con il completamento del tetto, le infiltrazioni d’aria maggiori sono state sistemate. A fine lavori, verrà eseguito un nuovo “blower door test”, che fornirà i dati ufficiali di tenuta all’aria dell’involucro termico per la certificazione CasaClima. Per approfondire l’argomento di CasaClima, vi invitiamo a leggere altri articoli del nostro blog, e di iscrivervi alla nostra newsletter.

*vogliamo ringraziare i membri del nostro team di progetto: l’impresa generale (Nicola Lucci di Montanari Luigi s.r.l.), i muratori (Tabba, Ali, Assran), gli elettricisti (Massimo e Domenico di Global Electrics), gli idraulici (Davide Morini di Termoidraulica FC), i serramentisti (Maurizio di DF Legno), l’impresa di coperture in legno (Pierluigi Confetti di Confetti Legnami), e i colleghi che hanno eseguito il “blower door test” (Cristian Guida e Gianni Giavarini di Oikema).

La villa “Conte Re” è in vendita da Roverella SRL.

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