Gli studenti del Boston Architectural College in visita sui nostri cantieri per parlare di sostenibilità a Reggio Emilia

Giovedì scorso abbiamo avuto il piacere di ospitare un gruppo di studenti del Boston Architectural College (BAC) per una giornata di sopralluoghi e discussioni in merito all’architettura sostenibile in Italia. La loro visita rientra nel loro soggiorno estivo a Firenze, e ci ha permesso di mostrare loro alcuni esempi di architettura tradizionale di Reggio Emilia, nonché alcune tecniche moderne per integrare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale in contesti urbanizzati o rurali.

La prima tappa del tour è stata la visita del nostro cantiere per il progetto “Conte Re”, a Botteghe di Albinea, in corso di certificazione Classe A presso l’Agenzia CasaClima di Bolzano. Abbiamo avuto modo di mostrare agli studenti le diverse problematiche che un sito di progetto pone, in termini di sostenibilità ambientale: in questo caso, per esempio, la lottizzazione prevede che gli affacci principali degli edifici siano rivolti prevalentemente verso ovest, anzichè verso sud, rendendo più difficile la realizzazione di Case Passive (per maggiori informazioni: Casa Passiva – Domande frequenti). Questo ci ha permesso di evidenziare come la progettazione sostenibile debba iniziare a livello urbanistico.

Gli studenti di Boston hanno anche avuto modo di apprendere diversi principi di progettazione per ottenere un involucro termico ad alta efficienza; hanno visto sul campo quelli che protrebbero essere alcuni ponti termici e come si procede per eliminarli; hanno compreso l’importanza della tenuta all’aria per le case ad alta efficienza energetica. Abbiamo mostrato loro i tagli termici della struttura portante, a piano terra, e l’isolamento del solaio su vespaio aerato, che stava venendo posato quando siamo arrivati in cantiere: questo ci ha permesso di ampliare la discussione, per illustrare i diversi fattori (costo-beneficio, prestazioni invernali ed estive, isolamento acustico, performance in ambiente umido ecc.) che entrano in gioco quando si tratta di scegliere tra materiali naturali o sintetici.

Un ulteriore punto di discussione sul quale ci siamo soffermati, e al quale dedicheremo a breve un articolo specifico, è rappresentato dalla differenza tra tecnologia costruttiva e performance dell’edificio. Per rispettare i protocolli CasaClima e Passivhaus, l’involucro termico dell’edificio deve garantire un elevato livello di comfort e performance energetica. Tuttavia, né CasaClima, né il Passivhaus impongono una determinata tecnologia costruttiva (ad es. struttura in muratura o in legno). La scelta dei materiali da utilizzare in un progetto dipende da vari fattori, che comprendono le preferenze e il budget del cliente, il mercato, la collocazione geografica e il sito di progetto. A seconda di dove viene collocato il progetto, il raggiungimento di determinati obiettivi di comfort possono risultare più o meno economici in base alle tecnologie impiegate. In Pianura Padana, date le condizioni estive, è in genere più economico realizzare un involucro ad alte prestazioni in muratura piuttosto che con una struttura in legno. Tuttavia, è possibile ottenere edifici comfortevoli anche in legno. Avremo modo di approfondire il confronto tra muratura e legno nei nostri prossimi articoli, pertanto se siete interessati all’argomento, vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra Newsletter.

La seconda tappa del tour reggiano ha riguardato la visita alla Cantina Cinque Campi di Puianello, a solo pochi chilometri dal sito di Albinea. Oltre a rappresentare una piacevole pausa dal caldo estivo, questo sopralluogo ci ha consentito di approfondire la questione della progettazione bioclimatica, e di assaggiare i vini biologici prodotti dalla Cantina. La struttura sotterranea della cantina, in particolare, è stata realizzata creando una cortina continua in jet grouting, che è stata successivamente scavata, e sulla quale è stato impostata la struttura fuori terra. Il risultato è un ambiente che risulta molto stabile termicamente, con temperature minime invernali sui 10/13°C (temperatura esterna in-2/-5°C), ed estive sui 18/21°C (temperatura esterna 32/35°C). Sottolineiamo che la cantina non è dotata di alcun impianto di raffrescamento o riscaldamento.

Vanni Nizzoli, il vinaio dell’Azienda Cinque Campi, ha avuto inoltre modo di illustrare agli studenti le basi dell’agricoltura biologica, e ha proposto un assaggio di Trebbiano e di Lambrusco rifermentato in bottiglia. Per quanto gli studenti fossero interessati all’architettura sostenibile in Italia, non ci sorprenderebbe se per la maggior parte di loro questo sia stato il momento culmine della giornata!

Il pranzo è stato organizzato presso il ristorante “La Rupe”, ai piedi del Castello di Canossa, dove abbiamo avuto modo di discutere dei pro e contro dei diversi protocolli volontari di certificazione in Italia, e delle differenze tra un certiticato energetico regionale ed una certificazione volontaria. Una volta saliti sulla Rupe di Canossa, la discussione si è spostata sul tema del Paesaggio e sulla sua protezione, e del nostro progetto per una Casa Passiva a poche centinaia di metri dal Castello stesso. Gli studenti hanno avuto modo di toccare con mano la documentazione che è stata presentata alla Commissione Paesaggistica del Comune di Canossa, per comprendere l’importanza della comunicazione e della rappresentazione grafica per diffondere i valori di un progetto.

Speriamo che gli studenti del Boston Architectural College siano tornati a Firenze, per lo meno, con un quadro dell’architettura italiana che non avrebbero avuto modo di vedere in un centro storico, ma che risulta vitale per il futuro dell’urbanistica e dell’edilizia del nostro Paese. Ci auguriamo che abbiano anche assorbito le nozioni basilari della progettazione sostenibile, e il potenziale delle diverse tecniche costruttive nella progettazione architettonica. Vogliamo ringraziare il prof. Crandon Gustafson e della sua assistente Bianca Marchany, per averci contattato, e gli studenti per aver trascorso la giornata con noi a Reggio Emilia.

BAC visit - Emu Architetti.22-1

una breve descrizione del Boston Architectural College:

“Con oltre 900 studenti, il Boston Architectural College (BAC) è una delle facoltà di architettura più grandi degli Stati Uniti, esclusivamente dedicata alla formazione di progettisti di Architettura, Paesaggio e Interior Design. Abbiamo un corso di studi unico nel suo genere, costruito per mettere in parallelo lo studio e l’esperienza pratica. Il nostro presidente, Ted Landsmark, ha portato una leadeship dinamica al nostro college, mentre è al contempo parte di consigli nazionali e internazionali (Design Future Council, ACSA), ed è l’attuale presidente del NAAB, che quest’anno avrà il compito di revisionare l’abilitazione delle facoltà di architettura degli USA. Potete visitare il nostro sito internet;  mentre a questo link potete visualizzare una conferenza che è stata ospitata dal BAC in merito all’impatto dell’architettura e del design sulla salute e sul benessere: http://www.the-bac.edu/news-and-events/news/change-city-hosted-by-bac.”

2 responses to Gli studenti del Boston Architectural College in visita sui nostri cantieri per parlare di sostenibilità a Reggio Emilia

  1. nicola lucci

    sono iniziative importanti da moltiplicarsi nella nostra realta’ Italiana come interscambio culturale e di sviluppo .

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    • Enrico Bonilauri

      Nicola hai perfettamente ragione: spesso queste occasioni vengono perse per poca lungimiranza. Per uscire dalla crisi occorre cercare nuove strade e diffondere a tappeto la conoscenza dell’inglese.

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