Coperture e facciate a verde: un approccio alternativo alla gestione del Paesaggio in Italia

*Questo articolo riporta le mie opinioni personali: vi invito a contribuire alla discussione, lasciando i vostri commenti in fondo all’articolo! -Mariana

L’Italia è famosa nel mondo per i bellissimi paesaggi: chi non conosce le immagini delle colline dolci e degli edifici rustici in pietra con tetti in tegole o coppi? Se da un lato il desiderio di preservare questo paesaggio è giustamente forte e radicato, io credo che una certa resistenza culturale al cambiamento abbia portato ad una sfortunata diffidenza nei confronti del design e dell’architettura, con l’inevitabile conseguenza che porta gli edifici italiani contemporanei  ad essere, in tutta onestà, piuttosto brutti. Questo risultato è fastidioso, data la ricchezza della storia dell’architettura italiana, e i talenti presenti sul territorio nazionale. Ci sono casi isolati di bei progetti,

e costruzioni innovative, realizzate da progettisti che riescono ad aggirare le barriere di un pubblico scettico, e di una politica e burocrazia restrittive. La maggior parte dei progetti, purtroppo, rimane tuttavia congelata in una “imitazione perpetua”.

views of ugly architecture from train Jun 20, 2013 8-17 AM.50

Per paura di fare un passo al di fuori di questa “gabbia”, ci siamo abituati da troppo tempo a viverci dentro.

Io sto usando il plurale in senso lato: come avrete avuto modo di notare, io non sono italiana. Spero che questo fatto, però, non diminuisca il valore di questo mio contributo. Spesso un osservatore esterno è in grado di notare aspetti che un “nativo” ritiene secondari. A mio parere, questa resistenza culturale al cambiamento – un aspetto della cultura italiana che viene al contempo amato e disprezzato – porta spesso ad un’architettura monotona e “costretta”, fino ad apparire spesso fittizia. In questo mio articolo, vorrei contribuire a diffondere un modo innovativo e moderno per integrare un progetto di architettura all’interno di quel Paesaggio che ha reso l’Italia famosa nel mondo: le coperture a verde pensile, anche chiamate “tetti verdi”.

Prima di affrontare l’argomento, penso che sia importante comprendere la storia recente dell’architettura residenziale in Italia, negli scorsi decenni.

Durante il boom degli anni ’60 – ’70, le città italiane hanno assistito ad una rapida crescita. Questa espansione quasi incontrollata ha portato con sé, assieme ad una moltitudine di problemi urbanistici, anche diversi esempi di sperimentazione architettonica di notevole interesse per la storia dell’architettura italiana. Tuttavia, questi esempi sono stati rari e discontinui, e sono avvenuti principalmente nei centri urbani maggiori, probabilmente dove le pubbliche amministrazioni erano più propense ad assecondare questi esperimenti.

Sfortunatamente, l’effetto di questo boom sul patrimonio dell’edilizia italiana delle periferie e delle zone rurali è stato devastante. Proviamo anche solo a guardare il mare di capannoni industriali, e la miriade di abitazioni fatte “con lo stampino”, per comprendere la delusione dei visitatori stranieri che si azzardano a mettere il naso al di fuori dei centri storici ,e ad aventurarsi nella monotonia industriale della Pianura Padana. Per uno straniero, è difficile comprendere come un Paese con un bagaglio culturale tanto vasto, possa avere un patrimonio edile contemporaneo tanto mediocre.

A questo punto, come possiamo noi (architetti e progettisti in Italia), contribuire a rafforzare la bellezza del Paesaggio italiano, con un linguaggio architettonico contemporaneo?

E’ chiaro come edifici di valore storico-architettonico vadano conservati: l’Italia è famosa nel mondo anche per questa capacità di preservare il proprio patrimonio di monumenti. Purtroppo questi sono interventi molto costosi, e spesso le sole detrazioni fiscali non sono sufficienti a consentire ai privati di realizzare questi lavori: occorrerebbero dei contributi economici veri e propri. Questo argomento merita un articolo a sé, perché credo che una possibilità per lo sviluppo economico per l’Italia sia proprio rappresentato dalla riqualificazione e dal restauro del proprio patrimonio architettonico.

Cosa possiamo fare, invece, per il resto del nostro patrimonio edilizio? Quel mare di “cubi” di cemento, irrilevanti dal punto di vista storico, e obsoleti dal punto di vista antisismico ed energetico? Cosa possiamo fare per quegli edifici, anche all’interno dei centri storici, dove le pre-esistenze storiche sono andate perdute? Cosa possiamo fare, nelle aree rurali, dove le strutture in cemento sfregiano il Paesaggio?

Io credo che una risposta, a molte di queste domande, sia rappresentata dalle coperture a verde.

I vantaggi tecnici di una copertura a verde sono oggetto di costanti discussioni e ricerche: riducono l’effetto “isola di calore” in estate, contribuiscono a gestire meglio le acque meteoriche e ad evitare allagamenti, ecc.

Dal punto di vista del progetto architettonico, il vantaggio è molto più semplice: sono molto belli! Chi non preferirebbe vedere una dolce pendio di vegetazione autoctona, piuttosto che un tetto industriale piano o un tetto con tegole mal fatto o mal mantenuto? Viste da lontano, le coperture a verde garantiscono un modo per integrare gli edifici nel Paesaggio, con molte opportunità d’applicazione in zone paesaggistiche collinari. In città, possono costituire luoghi dove rifugiarsi dalla calura dell’asfalto.

Stiamo assistendo ad un uso sempre più frequente di coperture e facciate a verde in edifici di grandi dimensioni, o in posizioni altamente visibili: le torri “Bosco Verticale” a Milano, il Vulcano Buono a Nola, la Cantina Antinori a San Casciano Val di Pesa (FI), ed il progetto per il nuovo stadio di Siena di Iotti e Pavarani.

Dobbiamo tentare di far giungere questi esempi di innovazione fino a chi si occupa di edilizia “quotidiana”. Abbiamo il compito di informare i nostri Committenti di queste possibilità, per far comprendere i vantaggi dei benefici dati dalle coperture e facciate a verde. Dobbiamo anche incoraggiare le pubbliche amministrazioni ad aprirsi verso queste nuove tecniche.

Volete contribuire a questa discussione? Lasciate un commento a fondo pagina: sono molto interessata a ricevere opinioni locali (ed internazionali) su questo argomento.

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