Perché è meglio investire sull’involucro dell’edificio anziché sugli impianti?

involucro termico ad alta efficienza

“Via Goti” | isolamento e tenuta all’aria

Negli ultimi anni, anche grazie ai forti incentivi statali, le fonti energetiche rinnovabili hanno acquistato notevole visibilità: si sente ora spesso parlare di impianti fotovoltaici, eolici, geotermici, cogenerazione, caldaie a pellet ecc.

Noi rimaniamo convinti che il migliore investimento per l’efficienza energetica di un edificio vada però rivolto all’involucro: vi spieghiamo perché.

Fotovoltaico, micro-eolico, geotermico: chi non ne ha mai sentito parlare?

Grazie al Conto Energia, nel 2010 l’Italia è balzata al secondo posto al mondo per potenza di impianti fotovoltaici installati. Questi dati sono stati inoltre confermati nel recente Rapporto GSE 2011: Solare Fotovoltaico.

Per quello che ci riguarda, noi affrontiamo il tema impiantistico con i nostri clienti fin dalla fase preliminare del progetto. A volte ci siamo sentiti dire: “Voglio sia il geotermico che il fotovoltaico”, oppure: “Con il condizionatore consumerei di più, ma tanto ci metto il micro-eolico”,  o anche: “Fate voi, ma voglio il massimo degli impianti, voglio tutto”.

Dietro un atteggiamento del tipo “voglio tutto”, c’è senza dubbio la volontà di essere all’avanguardia, e di puntare a soluzioni innovative per il risparmio energetico e per il rispetto dell’ambiente. Queste tecnologie non costano poco, e bisogna apprezzare chi è disposto ad affrontare un investimento iniziale maggiore con una visione lungimirante per il proprio progetto.

Occorre però sempre valutare bene tutte le facce del problema, prima di avviare il proprio investimento.

Qual è la fonte energetica più economica, ecologica, sicura e che richiede meno manutenzione?

Il risparmio energetico.

Se un edificio è progettato in modo tale da non avere bisogno di molta energia per essere utilizzato, allora il tipo di impianto che verrà utilizzato non avrà molta importanza. Se le pareti, il tetto e il pavimento sono ben isolati, se le finestre sono di qualità, orientate bene e installate a regola d’arte, e se non ci sono ponti termici o spifferi (infiltrazioni d’aria esterna), allora l’edificio non avrà bisogno di un impianto di riscaldamento da “Formula Uno”.

In questo modo, un edificio dotato di un involucro termico omogeneo risulta anche molto più comfortevole, senza sensazioni di freddo locali (asimmetrie di comfort) tipiche di edifici poco o male isolati. Questo è possibile grazie ad una particolare attenzione durante la progettazione e nel cantiere.

Per fare un parallelo con le automobili:

Una macchina che consuma poco è prima di tutto compatta e leggera. Con un telaio di questo tipo, con un buon motore si possono percorrere molti chilometri con un litro di benzina.

Se un’automobile ha una carrozzeria come un Hummer (ossia un cubo di acciaio di 3000 kg), il veicolo non sarà mai efficiente, anche con un motore super tecnologico.

Per gli edifici vale il medesimo principio.

Il risparmio energetico inizia con la prima riga che l’architetto traccia per il progetto preliminare: dipende dal sito di progetto, dalla forma, dall’orientamento, dall’involucro (pareti, tetto, pavimento, finestre), dagli impianti e dagli utenti.

Il ruolo che possono avere gli impianti è quello di fornire energia in modo efficiente, ma se l’involucro ne richiede molta, l’impianto dovrà comunque fornirne molta.

Basta penare che il gradino più alto di efficienza energetica negli edifici è rappresentato dalla Casa Passiva. Il termine “passivo” deriva proprio dal fatto che un fabbricato di questo tipo non ha un impianto di riscaldamento vero e proprio.

Maggiore è l’efficienza energetica dell’edificio, minori sono gli impianti necessari.

La tecnologia (o meglio la “non tecnologia”) per costruire una Casa Passiva è vecchia di decenni e si basa sull’isolare al meglio l’ambiente interno da quello esterno.

Dal punto di vista dei costi, è facile capire come sia meno oneroso investire nell’involucro che non in un impianto aggiuntivo: l’involucro è sempre necessario (è possibile costruire una casa senza il tetto?), mentre non è detto che si necessario avere, ad esempio, un impianto geotermico. Avere un tetto isolato meglio costa sicuramente meno che avere un intero impianto in più. Un maggiore costo per l’involucro passivo è dato dalla qualità dei serramenti esterni, porte e finestre, che devono rispondere a precisi requisiti di comfort e di risparmio energetico.

In aggiunta a questo, un involucro più o meno efficiente comporta il medesimo costo di manutenzione (rifacimento delle pitture e degli intonaci, sistemazione delle tegole ecc.), mentre ogni impianto in più (specialmente se si tratta di tecnologie avanzate e complesse) comporta una certa spesa annua (manutenzioni, pulizia o anche semplici controlli e regolazioni).

6 responses to Perché è meglio investire sull’involucro dell’edificio anziché sugli impianti?

  1. angelo

    peccato che ci sia un mercato che spinge a fare riscaldamenti con sonde geotermiche, pannelli solari e magari riscaldamento elettrico a pavimento…….

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    • Enrico Bonilauri Post Author

      Questo è dovuto al fatto che il “risparmio energetico” è visto come un gadget da comprare ed appiccicare alla propria casa come un’etichetta.

      Io però ho fiducia nei committenti, specialmente in chi sistema la propria casa: occorre solo dedicare un po’ di tempo a spiegare come stanno le cose. Trovo che i “non addetti al settore” capiscano meglio il cambiamento necessario per raggiungere l’efficienza energetica, e siano maggiormente disposti ad uscire dalle solite consuetudini.

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  2. Valerio

    Concordo in pieno: 1) progettare il fabbricato con involucro ottimale
    2) eventualmente consumi residui trattare con energie lternative

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  3. Francesco

    Buongiorno, quella esposta è solo una delle filisofie possibili, che non condivido completamente: Questo discorso funziona bene per le piccole realtà (case e piccole palazzine) ma non ho trovato una diretta proporzionalità con le realtà più grandi (centri commerciali, grandi magazzini ed uffici). Ho evidenziato come sia conveniente migliorare le prestazioni dell’involucro solo “fino ad un certo punto” e poi considerare al meglio le prestazioni dell’impiantistica.
    Ovviamente la preoccupazione dell’involucro è sempre una delle prime ed i benefici del “non convertire energia” sono i migliori in assoluto, ma temo che come alsolito la via giusta sia nel mezzo: l’ottima integrazione e bilanciamento del sistema edificio-impianto.

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  4. Enrico Bonilauri Post Author

    L’articolo si riferisce alla realtà degli edifici residenziali, dove la maggior parte del fabbisogno energetico è determinata dal riscaldamento invernale. In questi casi, con apporti interni limitati, ma con una buona proporzione tra apporti solari e volume dell’edificio, diventa fondamentale investire sull’involucro per garantire il comfort interno.
    Altre tipologie di edifici, come appunto l’uso commerciale, hanno un’alta variabilità di apporti interni: in questi casi, occorre sviluppare un’analisi energetica dinamica per determinare la migliore strategia di progetto.

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