AZero Tour a Reggio Emilia: una partenza sbagliata per gli edifici a energia quasi zero

Edicom Edizioni - AZero Tour 2012 Abbiamo preso parte al convegno “AZero Tour“, organizzato a Reggio Emilia da Edicom Edizioni.

L’incontro di ieri fa parte di una serie di oltre 60 incontri in tutta Italia dedicato al tema degli Edifici a Energia Quasi Zero,  che rappresentano il futuro per l’efficienza energetica in edilizia in tutta Europa.

Abbiamo voluto prendere parte all’evento per l’importanza del tema trattato, ma anche per vedere come l’argomento veniva affrontato in evento con una così grande potenza comunicativa. Il Tour AZero infatti, conta oltre 60 incontri gratuiti in tutta Italia, pubblicizzati su riviste, siti internet e quant’altro. La natura gratuita dell’evento ha fatto sì che ieri oltre 150 persone abbiano preso parte alla conferenza.

La nostra opinione sull’incontro di ieri oscilla tra il deludente e l’agghiacciante, e vi spieghiamo perché.

Data la rilevanza del tema, e la potenza comunicativa dell’evento, un incontro come quello di ieri ha un impatto importante sui professionisti “medi” del settore edile, ossia quelli che non sono legati ogni giorno al tema del risparmio energetico. Per questo motivo, occorre partire dal presupposto che i temi trattati devono essere “basilari”, perché l’audience non tanto preparato tende a “mandare giù” qualsiasi cosa il relatore presenti. In fondo, se un professionista viene chiamato a fare una presentazione sul tema “edifici a energia quasi zero”, ci si aspetta una persona preparata sull’argomento, giusto? L’incontro di ieri ha dimostrato il contrario.

Il primo intervento di semplice routine, è stato curato da una figura di Edicom Edizioni per presentare l’evento.

Il secondo intervento, di pura pubblicità, é stato a cura di uno degli sponsor dell’evento: un rivenditore di materiali edili.

Il terzo intervento è stato curato da una banca. Una banca che interviene in una conferenza su edifici a energia quasi zero (come sponsor dell’evento), per offrire mutui agevolati a chi compra auto a metano.

Il quarto intervento è stato il suicidio del Tour Azero.

Il suicidio è stato a cura dell’Ingegner Luca Boiardi, PhD, ricercatore presso il Centro Interdipartimentale per la Ricerca Industriale, Edilizia e Costruzioni e docente a contratto presso la Facoltà di Ingegneria – Università di Bologna, nonché libero professionista.

Mi limito a citare le testuali parole:

  1. “Un edificio adiabatico, come sono i modelli importati dal nord Europa, nel nostro clima non ha senso. Occorre isolare senza eccessi in inverno, usare gli apporti passivi nelle mezze stagioni, e le rinnovabili in estate”.
  2. “Il concetto di edificio a energia quasi zero non significa consumare meno: significa consumare come oggi, o magari anche qualcosa di più, purché la parte in più venga recuperata con impianti a energie rinnovabili come solare termico, fotovoltaico o geotermico, a scelta del progettista”.
  3. “Oggi si vede la decuplicazione degli isolamenti: questo è insensato nel nostro Paese. Basterebbe risolvere la cosa che ne so, con un impianto geotermico”.
  4. Occorre lasciare alcuni ponti termici, per evitare soluzioni troppo isolanti“.

L’Ing. Boiardi ha poi sottolineato come l’unico modo per garantire le prestazioni estive sia la massa, quindi l’inerzia (5). Ha spiegato il concetto di sfasamento e ha confuso la trasmittanza termica periodica (6) con il valore di attenuazione.

In una presentazione incentrata sul tema “CasaClima o Passivhaus in Italia non funzionano”, era da notare la completa assenza a qualsiasi accenno a bioclimatica, ventilazione naturale o concetti come il “free running building”.

Per fortuna non ci sono stati riferimenti (né in positivo, né in negativo) alla tenuta all’aria o alla ventilazione meccanica.

Non ho avuto modo di rispondere all’Ing. PhD Boiardi alla conferenza: dato la diversità di opinioni su tutto il mondo della fisica tecnica in edilizia, ho preferito evitare polemiche e andarmene.

Commento qui i punti riportati sopra:

(1) In Italia, il 70% dell’energia consumata da una casa è dovuta alla necessità di riscaldamento. Isolare bene gli edifici è una necessità strategica per il nostro Paese;

(2) Per avere il migliore rapporto costi/benefici sull’intera vita utile dell’edificio, si può raggiungere l’obiettivo dell’edificio a energia quasi zero solamente abbattendo il fabbisogno di energia, ossia lavorando sull’involucro e non sugli impianti;

(3) Vedi punto (2);

(4) I ponti termici causano discomfort e muffe: pensare di tenere i ponti termici per dissipare il calore estivo è sintomo di grave ignoranza in materia;

(5) Affidare il comfort estivo alla sola massa dell’edificio è un concetto superato da almeno 10 anni. Secondo il ragionamento di Boiardi, le case migliori per il nostro clima sarebbero i bunker in cemento armato col fotovoltaico sul tetto?

(6) Confondere il valore di attenuazione con la trasmittanza periodica dimostra, nuovamente, la grave ignoranza in materia.

Conclusioni

Data la potenza comunicativa di questo tipo di incontri gratuiti, il Tour AZero può divenire, nei prossimi anni, uno dei principali canali di formazione per quella maggior parte di tecnici “medi” che non intendono investire (pagare) in un percorso di formazione professionale vero e proprio. Questo fatto rende conferenze come l’AZero Tour molto importanti per lo sviluppo professionale in Italia, e per questo motivo i temi trattati, e le persone chiamate a presentare, dovrebbero essere selezionate con molta cura.

L’incontro di ieri è stato un vero passo falso per la credibilità di AZero come iniziativa editoriale. L’ignoranza in materia di edifici a energia quasi zero, dimostrata dall’Ing. PhD Boiardi, non è scusabile per un relatore di questo tipo di incontri.

Non ci resta che sperare che l’evento venga ripetuto nei prossimi anni, a cura di personale meglio preparato.

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