Gli Italiani e il Solare | Rapporto per 2010

Mercoledì scorso, in occasione dell’apertura della manifestazione EcoMondo a Rimini, è stato pubblicato lo studio “Gli Italiani e il Solare”, commissionato da Fotowatio Renewable Ventures Italia ed eseguito da IPR Marketing.

In particolare, lo studio ha messo in evidenza i seguenti risultati:

Tra i risultati più interessanti è emerso che:

– Il 60% degli intervistati reputa la sostenibilità ambientale una “necessità” rispetto allo sviluppo e il 28% un’ “opportunità di sviluppo dell’economia”.

– Per il 53% il tema è poco sentito dal mondo produttivo italiano, mentre in Europa è molto sentito (71%).

– Parlando da consumatori, larga parte degli intervistati è attenta a pratiche sostenibili messe in atto da aziende e esercizi commerciali, anche se più care. In particolare, l’85% è attento all’ecosostenibilità degli immobili, l’81% dei ristoranti, l’80% dei supermercati; quarti classificati i parrucchieri: il 71% degli intervistati ritiene importante che la loro attività sia attenta al rispetto dell’ambiente.

Una buona parte parte degli intervistati associa la green economy all’energia rinnovabile (43%).

Per il 79%, l’Italia in futuro dovrebbe puntare sul solare contro il 18% favorevole a investimenti sul nucleare; i più favorevoli al solare vivono al Centro (95%), sono donne (87%) e di età compresa tra i 18 e 34 anni, mentre gli uomini sono leggermente più favorevoli al nucleare (21% contro il 18% delle donne), e all’eolico (38% contro il 19% delle donne). Ma i residenti al Nord (91%) e i 35-54enni (98%) sono più favorevoli a installare impianti solari in condominio.
– Per il 90% l’energia solare è più sicura anche se più costosa (62%) rispetto ad altre fonti

– Il 79% degli intervistati consiglierebbe ai propri figli di lavorare in una centrale solare, contro il 6% di una centrale nucleare e l’1% di una centrale elettrica tradizionale.

– Per il 90% il governo dovrebbe garantire maggiori incentivi alle fonti rinnovabili

Cresce infine l’attenzione e la conoscenza verso il sistema di incentivi legati al Conto Energia, anche se il 52% degli intervistati dichiara di non essere al corrente degli incentivi, ma la percentuale era del 67% nel settembre dello scorso anno.

Questi risultati fanno ben sperare nella diffusione della “sostenibilità” come nuovo valore culturale. E’ inoltre sempre più evidente come le scelte in campo energetico attuate dall’attuale governo non siano affatto attuali, efficaci e lungimiranti. Gli accordi per nuove centrali nucleari presi con il governo Francese, la progressiva diminuzione degli incentivi del Conto Energia, e il forse-rinnovo delle detrazioni del 55% per il risparmio energetico sono tutti segnali di un interesse chiaro nel mantenere il regime di monopolio nel mercato energetico nazionale.

Gli italiani dovranno ricordarsi anche di questi particolari quando si tratterà di eleggere un nuovo Parlamento.

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